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postato da carecci [25/02/2008 00:52]
Il destino di una nullità Un' altra giornata di duro lavoro è finita! Questo è il mio pensiero, appena tocco il sedile della mia macchina, unico bene per ora permesso dalle mie tasche. Andando per strada, guidando, sentendo le notizie del giornale radio, mi accorgo sempre più spesso di vedere ogni volta le stesse facce nelle macchine accanto alla mia, come a sottolineare una monotonia diventata per me oramai insopportabile...chissà se il mio pensiero è comune a tutti gli altri miei "compagni di viaggio"!! Arrivato alla mia umile dimora mormoro un ciao al nulla. Le pareti non mi possono rispondere, le finestre ed i mobili nemmeno. Il ritorno a casa diventa triste se non c'è nessuno ad aspettarti. Per non sentirmi così solo mi accendo la TV, almeno così mi do l'illusione di non essere l'unico abitante; a volte alzo il volume quando c'è una lite tra due innamorati: magari i miei vicini penseranno ad una sfuriata domestica, dimenticandosi del fatto inequivocabile di avere come dirimpettaio un uomo solo; altri si dispiaceranno per me, mi prenderanno per un povero cristo sofferente di solitudine, pronto a tagliarsi le vene per così liberare l'appartamento destinato ad un'allegra famigliola tranquilla, meno rompiballe di un solitario con la TV ad alto volume... Dopo aver mangiato un'uovo sodo ed un pomodoro mi rimetto a guardarmi il piccolo schermo e tutte le boiate trasmesse. Se non fossi stanco uscirei, andrei a bermi qualcosa da qualche parte, pagherei e me ne tornerei a casa a dormire, ma oggi sono stanco e, davanti al video, mi assopisco lentamente... Che dormita!!!! Manco avessi un sacco di sonno arretrato, mi risveglio riposato come non mai! Sento ogni mio muscolo rilassato e pieno d'energia, tutte le mie ossa è come se si fossero scricchiolate contemporaneamente, le sento sciolte. Potrei riuscire a farmi passare le gambe dietro il collo: mi sento come se fossi diventato snodabile da quanto sto bene! I pensieri di fare un lavoro del cavolo, di essere solo come un cane, sembra non mi abbiano mai toccato, che non mi appartengano in questo momento. Mi sento da Dio!!! A proposito di sentire, non percepisco il suono del televisore, eppure non ricordo di averlo spento e di essere andato a letto; anzi, se non sbaglio mi sono addormentato sul divano... Pazienza, si vede che non stanno trasmettendo nulla, tanto vale spegnere tutto sennò si consuma corrente per niente. Allungo il braccio alla ricerca del telecomando molto velocemente, ma mi faccio male contro un muro, o qualcosa del genere e ripiego la mano su di me come per proteggerla, chiedendomi contro cosa ho urtato, vista la durezza del colpo... Decido di alzarmi per evitare altre "sofferenze" inutili, ma sbatto la testa contro qualcosa e mi rimetto giù com'ero prima. Cosa cazzo c'è sopra di me?? Cerco di ragionare un'attimo. Fine lavoro. Strada in macchina. Casa. Cena. TV. Sonno. Non ho altri ricordi. Non sento la TV. Ho sbattuto la mano contro qualcosa di duro. Pure la testa ho urtato. Contro cosa non so. Non so dove sono. Ragionamenti che sembra abbiano un nesso logico da seguire, ma forse è troppo presto, meglio riflettere e intanto aprire gli occhi..........................che sono aperti, ma senza vedere nulla. Calma. Pian piano con le mani tasto la superficie attorno a me: sopra la mia testa si e no ci saranno venti centimetri; a destra e a sinistra poco spazio, sopra la nuca anche. Calma. Calma. Calma. Calma. Calma. Calma. Calma. Calma.... Dove sono? E' chiaro che non sono sul mio divano, è piccolo, ma cavolo qua mi sembra di esagerare! Stesso pensiero volgo al letto. Faccio i ragionamenti concepiti dopo i due colpi subìti, ma ora, nella situazione in cui mi trovo, mi rendo conto che è ancora più difficile capire il tutto, in più ho caldo, tanto caldo! Non mi sento più tanto bene come prima, tanto che penso ad allentarmi il nodo della cravatta e sbottonarmi la camicia... Scusa? Cosa sto facendo? Ma io ero in maglietta!!! Ne sono sicuro!!! Allora perché sono vestito con giacca e cravatta??? Lavoro in fabbrica io, sono un operaio, mica uno come quegli stronzi dei pezzi grossi che vengono li in magazzino, guardandoci con la puzza sotto il naso manco fossimo dei ritardati. Quindi perché sono vestito così elegante? Per me vestirsi elegante significa mettersi in giacca e cravatta, visto l'uomo che sono. Riflettendoci bene, se penso un pò al mio guardaroba, non posseggo nemmeno una cravatta, non ne ho una da tanto tempo... Quando vivevo con i miei genitori ne avevo qualcuna, ma poi mi sono reso conto che più di tanto non è che mi servissero, erano inutili. Ma ora eccomi che ne indosso una, insieme ad una giacca, che toccando mi accorgo essere in velluto, come pure i pantaloni che, pur essendo messo in una posizione alquanto stretta, riesco a sentire. Ma perché? Perché? Perché? Perché? Perché??? Perché sono vestito in questo modo? Perché qua fa caldo e non riesco quasi a ragionare? Perché non vedo nulla? Ragionando bene sono rinchiuso da qualche parte, ma dove non lo so. Un ronzio nei timpani mi assale da quando mi sono svegliato, cosa mai successa. Anzi. Mi succedeva quando tornava il sabato sera da un posto affollato, pieno di gente e con la musica ad alto volume: posti dove cercavo il contatto con la gente per non sentirmi solo...anche se poi lo ero lo stesso, visto che dopo la morte dei miei genitori ed il trasferimento lontano dal resto dei miei parenti, di amici non avevo più notizie, benché non è che ne avessi più di tanti! Comunque mi capitava rientrato in casa, al mio ritorno, il fatto del ronzio nei timpani: mi assaliva e non mi lasciava più, finché non mi addormentavo; poi, una volta sveglio, spariva, a differenza di ora, che sale sempre di più, non lasciandomi solo, ma cercando di darmi il massimo fastidio che gli è concesso. Rifletti. Fine lavoro. Strada in macchina. Cena. TV. Sonno. Non ho altri ricordi. Non sento la TV. Ho sbattuto la mano contro qualcosa di duro. Pure la testa ho urtato. Contro cosa non so. Non so dove sono. Ho caldo. Tanto caldo. Sono vestito elegante. Ho un fastidioso ronzio nei timpani. Forse sono stato rapito, ma non ha senso il fatto dell'essere vestito elegante. Tuttavia sono rinchiuso, ma dove? Dove? - DOVE?!?!?!? Urlo con tutta la mia rabbia! Grido con tutta la mia disperazione, perché non so darmi una spiegazione. Ed intanto il mio respiro si fa affannoso, perché urlando ho sprecato ossigeno, non calcolando che ce n'era poco. Iniziano ad uscire lacrime dai miei occhi, sono stremato solo dal fatto che sto cercando una risposta alla mia domanda del dove sono e perché sono qui, ma nessuna risposta mi è arrivata. Nessuna risposta è giunta dal mio cervello. Non so che fare. - Mio Dio aiutami! Piango mentre con le mani vado a cercare il rosario che al mio risveglio avevo tra le mani, neanche tenuto in considerazione, visto che... Rosario? Cosa ci facevo con un rosario tra le mani? Non li danno solo ai morti, quando stanno nelle bare? Già i morti, sempre con poco spazio dentro le tombe. Vestiti bene. Rinchiusi al buio. E con un rosario tra le mani come me... Oh no! Oh no! Oh no! No! No! No! No! - NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!! Grido con tutto il fiato che ho in gola, nei polmoni e in tutte le parti del corpo dove posso tirarlo fuori. Come faccio? Come faccio? Come faccio? Se prima piangevo singhiozzando ora piango ancor di più, perché ora ho capito dove sono, perché non vedo nulla e perché sono vestito elegante. Faccio fatica a muovermi, ma cerco, anche se non so per quale motivo, di dimenarmi in questo poco spazio che mi circonda. Ora non mi pongo più domande. Non m'interessa. L'ossigeno sta' finendo, anzi è terminato, e oramai sto soffocando. La mia vita mi lascia mentre mi dimeno in una bara dove non so perché ci sono finito, ma non m'interessa. Sono qui e qui ci rimango.
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